Fase invertente

Buongiorno,
mi sono imbattuto nel manuale d’uso di un preamplificatore Audible Illusions Modulus 2D che posseggo da un annetto.
Leggendo ho trovato una postilla dove si specifica che la fase dagli ingressi alle uscite (AUX, TUNER, PHONO IN, through MAIN OUTPUT – INVERTING) è invertente.
Ho allora invertito le polarità del cavo che alimenta le mie ESB 3000 DCM e effettivamente ho riscontrato una coerenza maggiore, specialmente in bassa frequenza.
Ho sempre ritenuto queste pratiche di messa in fase piuttosto aleatorie, questa volta mi sembra che cambi qualcosa, psicoacustica o effettiva differenza?
Inoltre mi chiedevo se dopo 20 anni i condensatori Wondercap di questo preamplificatore possano andare in pensione (anche se tutti in poliestere) e esser sostituiti con degli ottimi polipropilene, oppure ai fini della resa finale la spesa non vale il risultato finale.
Sono un po restìo ad usare apparati a valvole, ma una “scaldatina” al segnale con un pre adatto debbo dire che non guasta (almeno in questo periodo :-) ))).
Come sempre le porgo i miei saluti e ringraziamenti(visto che in altri luoghi hanno l’abitudine di pretendere e poi nemmeno l’umiltà di accettare i consigli dati) forum, etc…….non faccio nomi, ma….. :-) )))

Massimiliano Landi (Torino)


Caro Massimiliano,

Effettivamente i quesiti che mi poni sono poco adatti a ricevere una risposta galileiana su un qualunque “forum”… E il motivo è molto semplice: stiamo parlando di argomenti non semplicissimi che i talebani dell’hi-fi hanno buon gioco a trattare, come troppi altri, alla stregua di verità rivelate.

è ovvio che si tratta di effetti psicoacustici…

Detto “tera tera come guera” (come dicono qui a Roma): quando si effettua un qualunque intervento sul nostro sistema di riproduzione, è praticamente inevitabile che ci si ritrovi suggestionati ed influenzati sia da quello che abbiamo fatto, sia da quello che ci aspettiamo di sentire, sia da quello che sentiamo effettivamente a causa delle inevitabili variazioni fisiche e psichiche intervenute fra un ascolto e l’altro… Per i motivi più disparati.

A proposito della fase assoluta, voglio dire semplicemente che le sensazioni d’ascolto che si provano prima e dopo avere effettuato l’operazione di scambio delle polarità sono sicuramente differenti, ma che il motivo per cui lo sono non è certo la fase: qualsiasi segnale acustico naturale (musicale e non) che raggiunga e venga rilevato dalle nostre orecchie in modo da poter essere consegnato al cervello non è mai costituito da una sola semionda… Si tratta sempre di un “pacchetto” costituito da un certo numero di cicli che, anche quando iniziano in modo inverso, proseguono poi in modo assolutamente identico e come tali vengono percepiti, quando raggiungono una lunghezza sufficiente. Ed anche l’unico impulso (assolutamente ben poco naturale) che si usa certe volte per misure di risposta in frequenza, non viene mai presentato alle nostre orecchie senza una adeguata “coda”. E l’onda che raggiunge le orecchie non ha certo la forma del segnale elettrico consegnato alle casse. Qualunque sia la sua fase assoluta “di partenza”, dato che le fasi delle sue numerosissime componenti, nel momento in cui mettono in moto il timpano, sono tutte estremamente differenti da quelle di partenza.

Il fatto che le nostre sensazioni con il segnale emesso in fase diretta o inversa siano differenti, non può perciò dipendere da motivi fisici riconducibili alla fase. In realtà chi fornisce questa “interpretazione” non si comporta in modo molto differente da quello scienziato della famosa barzelletta delle pulce che senza zampe diventa sorda. La conosci?

Quanto alla sostituzione dei condensatori: venti anni non sono pochissimi, ma ti dirò che nel mio Sansui AU 8500 (né 9500, né 10.000…) del 1974, io tutti i condensatori elettrolitici li ho ovviamente cambiati… Ma solo quelli. E lui suona alla grande come quando era nuovo.

Quanto poi alla “scaldatina” al suono offerta dai pre valvolari: è sempre la stessa pulce o una sua sorella?

Ai posteri l’ardua sentenza. Anche se non è detto che andando a misurare la risposta in frequenza dell’insieme “tuo pre a valvole” più “tuo finale” non potremmo scoprire qualche variazione della risposta in frequenza (+0,1 dB?) capace di spiegare benissimo anche quest’altro arcano.

Buoni ascolti! E per scaldarti, dai retta a me: accendi una stufetta…